Open Government in Italia

Open Government si riferisce alla semplice ma potente idea che i governi e le istituzioni lavorino meglio per i cittadini quando sussistono: trasparenza, partecipazione e collaborazione. Questi costituiscono i principi fondanti per una società più democratica, equa e sostenibile. Non serve certo una mente superiore per capire quali nefaste conseguenze portino l’assenza di trasparenza e responsabilità. Le aree grigie della Pubblica Amministrazione (PA) costituiscono zone fertili alla proliferazione di corruzione, ingiustizia e negligenza.

Tali principi sono allineati con i nostri valori e l’Open Government rappresenta un obbiettivo prioritario per Italia Popolare. Esso si inserisce in una visione molto ampia che attraverso un piano di riforme possa portate al rinnovamento della società civile e della politica italiana, riaccendendo la fiducia dei cittadini nel sistema paese.

open_government_-_italian_Nel 2011 nasce Open Government Partnership (OGP), un’iniziativa multilaterale che coinvolge governi e società civile mirata ad ottenere un impegno concreto da parte della classe dirigente al fine di promuovere trasparenza, lotta alla corruzione ed uso di nuove tecnologie per rinforzare l’amministrazione pubblica. L’Italia pur non figurando tra i paesi fondatori, si è unita all’OGP nello stesso anno ed ha in accordo con le linee guida di questa partnership presentato da allora tre piani di azione biennali, l’ultimo per il 2016-2018 dal governo Renzi a firma Madia.

Viviamo in un mondo trasformato dalla scienza e dalla tecnologia, e più recentemente dalla rivoluzione digitale. Queste hanno cambiato radicalmente gli equilibri di potere così come la scala e la velocità delle relazioni umane. E se da un lato tutto ciò ha generato delle nuove sfide dall’altro costituisce l’opportunità per una reale apertura della società e l’abbattimento delle distanze tra governo e cittadini.

Come anticipato, constatiamo con piacere l’impegno concreto dell’Italia verso l’attuazione dei valori di Open Government e guardando ai dati forniti da Open Knowledge tramite il Global Open Data Index project ci sono ragioni di soddisfazione per il nostro paese:

  • risulta al 17° posto globale ed al 9° tra i paesi membri dell’Unione Europea;
  • mostra un trend positivo avendo scalato ben otto posizioni, passando dal 25° posto del 2014 al 17°, appunto, nel 2015 (ultimi dati disponibili).

opengovindex-ranking

Tuttavia scavando ulteriormente tra i dati citati emergono alcune ombre ed aree di possibile intervento. Difatti guardando alle 13 categorie prese in considerazione nella stesura dell’Open Data Index, l’ Italia mostra delle criticità per quanto riguarda:

  • Mancata rendicontazione della spesa pubblica;
  • Dati catastali non pubblicamente accessibili e non gratuiti;
  • Registro delle società a rischio limitato assente.

2015_opengovindex

Il nostro parere è che il piano di azione varato dal decaduto governo Renzi, sebbene meritevole per alcune iniziative, non sia sufficiente per un reale cambiamento della PA verso una maggiore trasparenza e la lotta alla corruzione. Per cui in linea con la nostra mission ecco le proposte di Italia Popolare per un reale Open Government:

  1. Trasparenza su spesa della PA. Applicazione del Open Contracting Data Standard (OCDS) per tutti i contratti gestiti dalla Pubblica Amministrazione a tutti i livelli, da quello Nazionale sino a quello locale.
  2. Agenzia Anti-Corruzione. Creazione di un’agenzia che promuova progetti di cooperazione tra PA e società civile finalizzati alla lotta contro la corruzione.
  3. Albo delle società private. Creazione di un registro centrale pubblico che contenga informazioni riguardo beneficiari e proprietari delle società private italiane o straniere che posseggano beni in Italia o entrino in contratti pubblici.
  4. Catasto Digitale. Revisione e digitalizzazione dei dati catastali, i quali dovranno essere pubblici e gratuitamente accessibili.
  5. Banca dati Giustizia. Digitalizzazione ed archiviazione dei dati relativi alle sentenze dei tribunali per tutti i gradi di giudizio. Tale processo dovrà essere eseguito anche sugli archivi storici esistenti. Maggiore trasparenza sui dati delle forze dell’ordine in merito a misure cautelari.

Chiudiamo con l’augurio che le nostre proposte possano generare un dibattito costruttivo che coinvolga le forze politiche e la società civile, e magari accendere l’interesse di qualche cittadino volenteroso che rivedendosi nelle nostre idee voglia contribuire al bene comune.

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